Utilizziamo i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e analizzare il traffico del sito. Per maggiori informazioni consulta le nostre Cookie Policy e Privacy Policy.
Cookie Policy Privacy Policy Continua senza accettare Accetta e chiudi
logo
  • Chi siamo
  • Servizi
  • Convenzioni
  • La rete
  • Le sedi
  • Media
  • Contatti
  • Accedi
28 gen 2025 Notizie

Agribashing: lo scontro tra il vero e il falso nell’agricoltura moderna

Agricoltura, sostenibilità, comunicazione

“Lasciate che la verità si scontri con il falso,” affermava John Milton nel suo saggio del 1644 Areopagitica, scritto a difesa della libertà di stampa. Secondo il filosofo inglese la libertà di espressione avrebbe favorito la diffusione della verità, anche a costo di permettere la pubblicazione di opere scorrette o fuorvianti. Milton riteneva che fosse meglio consentire la diffusione di tutte le idee, anche quelle sbagliate, lasciando che fossero i fatti a smascherare l’errore: “la polvere e la cenere” del falso possono ancora “lucidare e illuminare l’armeria della verità”, scriveva.

Il consiglio di Milton sembra quanto mai attuale. Tuttavia, nell’era dell’informazione e della sovrabbondanza di contenuti, il rischio è che l’eccesso disorienti il pubblico, rendendo la verità difficile da distinguere rispetto al falso. Questo vale anche nel settore agricolo, dove un fenomeno sempre più rilevante è quello dell’agribashing.

Cos’è l’agribashing

L’agribashing (termine derivato dall’unione di “agri” con “bashing”, dall’inglese “bash”, che significa attaccare o criticare in modo eccessivo) è una critica sistematica all’agricoltura, spesso accusata di contribuire alla deforestazione e di adottare pratiche che compromettono il benessere animale. Sebbene tali preoccupazioni siano talvolta giustificate, soprattutto in riferimento ai metodi di alcune multinazionali, molti produttori denunciano di essere vittime di disinformazione. Questa narrativa semplificata spesso ignora la complessità del settore, i benefici di molte pratiche sostenibili e le difficili sfide economiche e climatiche che gli agricoltori devono affrontare.

Dove si è diffuso

L’agribashing si è diffuso soprattutto in Paesi con una forte tradizione agricola, dove la transizione verso un’agricoltura più sostenibile è accompagnata da un acceso dibattito pubblico. In Francia il fenomeno ha raggiunto il suo apice durante le proteste dei “gilet gialli”, quando gli agricoltori si sono uniti alle proteste di altre categorie sociali, sentendosi marginalizzati e incompresi dalle istituzioni e dalle élite urbane.

Anche in Italia, il fenomeno è in crescita, soprattutto a causa delle critiche sull’uso di pesticidi e sull’impatto ambientale dell’agricoltura intensiva. Tuttavia, il dibattito si è anche esteso a questioni sociali come il caporalato. Questo ha spinto molte pmi agricole a difendersi e a cercare di riconnettersi con i consumatori, promuovendo le buone pratiche e la qualità dei prodotti contro la concorrenza sleale di chi fa profitti con lo sfruttamento illegale dei braccianti agricoli.

Come si può contrastare

Per contrastare l’agribashing, è fondamentale un’azione sinergica tra istituzioni, associazioni di categoria e agricoltori. Le istituzioni, in particolare, devono farsi promotrici di politiche che sostengano le aziende agricole virtuose e garantiscano una comunicazione trasparente e positiva sull’agricoltura, combattendo la disinformazione con dati concreti e verificabili.

Le associazioni agricole devono farsi portavoce delle buone pratiche come modello di un’agricoltura moderna e sostenibile, sostenendo aziende che adottano metodi biologici o rigenerativi. Secondo ISMEA, il 25% delle imprese agricole italiane ha già intrapreso questo percorso negli ultimi cinque anni, un segnale incoraggiante che può contribuire a ridefinire la percezione pubblica del settore.

Il turismo enogastronomico, oleoturismo ed enoturismo offrono ai consumatori l’opportunità di conoscere da vicino i processi produttivi, creando un dialogo diretto che rafforza la fiducia e valorizza le sfide affrontate dagli agricoltori per garantire prodotti di qualità, dal campo alla tavola.



agribashing agricoltura disinformazione sostenibilità made in italy comunicazione fiducia biologico AIC
Ultimi articoli
  • Incendi Sud Italia, AIC: Dichiarare lo stato di calamità e rafforzare la prevenzione
    1 mese fa
  • Giffoni Film Festival, AIC porta l’agroalimentare di qualità tra i giovani: talk, laboratori e cooking show per raccontare la dieta mediterranea
    1 mese fa
  • Italia e Albania, un ponte strategico per l’agroalimentare: firmato il Protocollo d’Intesa tra AIC e KASH
    1 mese fa
  • Tutte le categorie
  • Avvenire Agricolo
  • Agricultura
  • Comunicati Stampa
  • Dicono di Noi
  • Le Storie
  • Notizie
  • Convenzioni
logo Direzione Nazionale

Via Nazionale 230, 00184 Roma

+39 06 4890 7851
info@aicnazionale.com
About us
  • Chi siamo
  • La rete
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
Features
  • Convenzioni
  • Media
  • Servizi
    New
Support
  • Contatti
  • Le sedi

© Associazione Italiana Coltivatori