Roma, 21 luglio 2026 – “Le immagini dei roghi che arrivano da Calabria, Sicilia e Sardegna sono una ferita profonda per tutto il Paese. Stanno bruciando boschi, biodiversità, pascoli, aziende agricole e un patrimonio naturale che appartiene a tutti gli italiani. Quando il fuoco divora le nostre montagne, perde l’Italia intera”. Lo dichiara Giuseppino Santoianni, Presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori.
Dalla Sila al Pollino, negli ultimi giorni le fiamme hanno interessato la regione Calabria, nei territori di Morano Calabro, San Basile, Saracena, Castrovillari e Frascineto, la Sicilia dove le fiamme hanno coinvolto tutte le province e la Sardegna, tra il Nuorese e l’Oristanese con oltre 500 ettari andati in fumo.
“Da giorni assistiamo a un’emergenza che sta mettendo in ginocchio territori già fragili. Agli uomini e alle donne impegnati senza sosta nelle operazioni di spegnimento – i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, le Forze dell’Ordine e i volontari – va il nostro più sincero ringraziamento. Il loro lavoro rappresenta un presidio fondamentale per salvare vite umane, aziende agricole e un patrimonio ambientale di valore inestimabile”, osserva Santoianni.
“Le parole del vescovo di Cassano all’Ionio, Monsignor Francesco Savino, che ha parlato di un possibile disegno criminale dietro alcuni incendi, impongono una riflessione profonda. Se dietro il fuoco c’è la mano dell’uomo, occorre agire con fermezza verso chi distrugge il territorio per interessi criminali. Non possiamo più permettere che ogni estate si trasformi in una stagione di devastazione annunciata, è necessario rafforzare il sistema di prevenzione investendo nella manutenzione del territorio che insieme alla presenza stabile dei coltivatori svolge una funzione insostituibile di tutela ambientale” prosegue il presidente dell’AIC.
“Sull’emergenza attuale, come associazione, chiediamo la dichiarazione dello stato di calamità per le regioni coinvolte, ristori e sospensione delle scadenze fiscali per le aziende colpite, nonché risorse per il ripristino e il rimboschimento delle aree bruciate” conclude.