Non c’è Pace per la nostra terra. Il riferimento non è solo al pianeta che viviamo e che siamo chiamati a custodire. Ma anche al lavoro di chi vuole dare slancio all’agroecologia e si impegna quotidianamente ad offrire tutela del paesaggio e prodotti di qualità ed oggi si trova schiacciato da un contesto internazionale nel quale impera la guerra. Anzi i conflitti di larga scala, che inevitabilmente hanno ripercussioni sul mondo agricolo. Salgono i prezzi del gasolio, i sistemi di produzioni risentono del blocco delle navi, dei mancati trasferimenti delle merci, della instabilità dei mercati, senza contare la spada di Damocle dei dazi che pende minacciosa sulle esportazioni del nostro agroalimentare, mettendo a rischio anni di lavoro e conquiste di mercato faticosamente costruite.