Scrivo questo editoriale in un momento turbolento per il mondo agricolo europeo. Le proteste degli agricoltori in mezza Europa ci restituiscono voci, storie, uomini e donne del mondo agricolo che chiedono innanzitutto di essere visti e ascoltati. Su di loro ricadono incertezze e costi della guerra in Ucraina così come le conseguenze nefaste dei cambiamenti climatici che trasformano ogni stagione in una scommessa e ogni raccolto in un atto di fede. Non è più tollerabile che chi nutre l'Europa venga lasciato solo ad affrontare crisi che non ha generato. AIC raccoglie queste voci e le porta dove devono arrivare: nelle istituzioni, nei tavoli europei, ovunque si decidano le regole del gioco.